Nonostante tutte

La protagonista di questo romanzo si chiama Nina, una donna che in realtà potrebbe chiamarsi con oltre cento nomi differenti. 
La sua storia è immaginaria, il suo racconto no: è affidato alle parole di centodiciannove donne realmente esistite.
Donne diverse per età, istruzione, provenienza ed estrazione, tutte accomunate da una necessità: lasciare traccia di sé in una pagina di diario, in una lettera o su un foglio di un quaderno privato sfuggito all’oblio. È attraverso questi frammenti, scelti tra migliaia e assemblati come tessere di un mosaico, che cinque anni fa la storia di Nina ha iniziato a prendere vita. 
Scrivere, per lei e per le centodiciannove donne che le hanno dato voce, ha significato soprattutto questo: portare in salvo se stesse, in una lotta quasi fisica con le parole che non ha ammesso tentativi di revisione calligrafica o di correzione. Ed è a questa urgenza, e alla sua irriducibilità, che è affidata l’autenticità di questa storia

(qui la scheda sul sito di Einaudi).