Libri, innanzitutto.

È dedicata a Juan Carlos Onetti la nuova puntata di "Tra le righe", il podcast sui libri di Sky Tg24.

A raccontare una delle grandi voci della letteratura latinoamericana del Novecento è Sandro Veronesi.


Nato a Montevideo nel 1909, Onetti è un autore considerato di culto da molti scrittori contemporanei ma in Italia il suo nome non è mai uscito dal perimetro piuttosto ristretto degli addetti ai lavori.


E voi? Lo conoscete? Cosa ne pensate?

Come sempre, la puntata è disponibile su tutte le principali piattaforme. Buon ascolto (e, ovviamente, fatemi sapere cosa ne pensate)!


Qui i tutti link per ascoltarla.


"I personaggi dei romanzi devono essere forniti non soltanto di un volto e una storia, di un ritmo nel parlare e un modo di pensare; hanno anche bisogno di case in cui vivere".

Da queste quattro righe, datate 1985 e firmate da John Updike, parte la nuova puntata di "Tra le righe", il podcast di Sky TG24 dedicato ai libri.


A raccontare uno dei grandi scrittori del Novecento americano è Giulio D'Antona, che ci porta alla scoperta dell'inconfondibile e levigatissimo timbro dell'autore della tetralogia di "Coniglio", raccontandoci le sue passioni, le sue avversioni e il suo rapporto con l’ambiente letterario.


Come sempre, la puntata è disponibile su tutte le principali piattaforme (qui i link). Buon ascolto (e, ovviamente, fatemi sapere cosa ne pensate)!




Uno scrittore fisiologico: così Alberto Moravia definiva Federigo Tozzi. Avvertendo subito però che il “sesso, in una fisiologia così repressa come quella di Tozzi, non ha alcun ruolo. Tozzi è fisiologico perché sente la vita come dolore del corpo prim’ancora che dell’anima. I personaggi di Tozzi fanno continuamente delle cose col corpo: rabbrividiscono, svengono vomitano, tremano, piangono, sudano, appetiscono, rigettano e così via. Il corpo per Tozzi, in mancanza di un’ideologia che ispiri e guidi l’azione, è la molla più frequente delle oscure e imprevedibili reazioni dei suoi personaggi. Eppure, alla fine, quando tutto è stato detto, bisogna sottolineare con enfasi che Tozzi, pur così corporale e imprevedibile, è uno dei più esatti e acuti descrittori della società italiana in quegli anni”.


Scoperto da due siciliani (Borgese e Pirandello), riscoperto da un piemontese, (Debenedetti), frainteso e incompreso da un toscano a diciotto carati (Pietro Pancrazi), Tozzi è stato uno dei miei scrittori preferiti dei vent’anni.

Un autore “poco abbordabile e poco facilmente definibile - ha detto di lui Cassola - perché non si sa fino a che punto critichi e fino a che punto rappresenti con compiacimento”. Ed è anche qui che sta la sua grandezza.


Lo conoscete? E sopratutto: qual è l’autore che più avete amato tra i venti e i trent’anni?