Libri, innanzitutto.

Quella trasmessa ieri, con Antonio Franchini, è stata la 150esima intervista di Incipit.

Dalla prima, a fine marzo 2020, la rubrica non si è mai fermata: è iniziata sull’Igtv di Sky TG24, è sbarcata sul sito e su Facebook, si è trasformata anche in un podcast e poco meno di due anni fa è approdata in tv, raccogliendo solo online oltre 7,5 milioni di visualizzazioni.


Più di 140 ospiti (tra critici, scrittori, blogger, storici ed editori), 5 format (uno per ogni piattaforma) e l’obiettivo di raccontare i libri con uno sguardo obliquo e trasversale, provando a scansare retorica e stereotipi.

E anche quest’anno Incipit non va in ferie: se avete tempo voglia, ci vediamo, come sempre, ogni sabato (e mercoledì).




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Questo è uno dei diari, delle lettere e delle memorie private grazie a cui è nato il mio nuovo libro, “Nonostante tutte”.

Sono poco piú di quattrocento frammenti scelti tra molte migliaia e pieni di nomi, di luoghi, di cose.

Nina, la protagonista del libro, ha preso voce grazie ai frammenti scritti da 119 donne che hanno vissuto nel Novecento.

Arrivano da Nuoro e da Milano, da Napoli e dal Trevigiano, da Palermo e dal Monferrato, da Amantea, da Bolzano e da decine di altre città e di borghi dispersi.


“Nonostante tutte” racconta una scheggia di quelle vite e arriva domani in libreria con Einaudi.


Gran parte di questi scritti privati è custodita in una casa della memoria, l’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano, che si trova sulle colline dell’Alto Tevere.

Le foto di queste post sono di Luigi Burroni, che qualche tempo fa, proprio negli Archivi di Pieve, le ha scattate; e il ringraziamento più grande va proprio agli Archivi, alla sua direttrice Natalia Cangi e soprattutto ad Antonella Brandizzi, l’archivista senza la cui umanità e professionalità questo romanzo non sarebbe nato. Almeno non in questo modo.