• Filippo Maria Battaglia

Storia di Enrico, che amava navigare

Aggiornato il: ago 19

E' il 14 agosto 1415 quando i portoghesi, guidati da Enrico il Navigatore, conquistano la città di Ceuta, sulla costa del Mar Mediterraneo, vicino alla stretto di Gibilterra.

L'obiettivo è la sconfitta dei musulmani e il consolidamento della cultura cristiana, ma anche l'ampliamento dei traffici commerciali del settentrione africano.

Dopo la vittoria Enrico è nominato per duca di Viseu.

Ma il principe non è solo un ottimo combattente: chiede e ottiene il finanziamento di numerose spedizioni.

Ai suoi uomini, nel 1427, si deve la scoperta delle prime isole Azzorre. Grazie al suo appoggio, poi, nel XV secolo l’Africa non più una chimera: per la prima volta le imbarcazioni portoghesi si spingono fino al Río de Oro.

E poi ancora Capo Verde, la Guinea, il deserto del Sahara per decine e decine di escursioni che toccheranno il continente africano così come quello asiatico.

Enrico si allea con diversi regnanti, muove guerra all’impero ottomano, si stabilisce nel porto di Sagres, nell’estremo lembo sudoccidentale dell’Europa.


La sua fama si deve però anche al mecenatismo: promuove la nascita della cattedra di Astronomia nell'Università di Coimbra e nella sua Vila do Infante fonda un centro scientifico nel quale riunisce astronomi e cartogtrafi.

L’ascesa di Enrico è fulminante, ma il suo declino è altrettanto repentino. È lui infatti a volere a tutti i costi la conquista di Tangeri, nel 1437: una vittoria di Pirro, che dura lo spazio di un lampo e che costa all’esercito portoghese migliaia di vite.

Passerà gli ultimi anni ad occuparsi della sola amministrazione interna prima di morire a Capo de Sagre nel 1460.


Su Enrico l'unica biografia disponibile in Italia è a firma di Paolo Lingua ed è edita da Camunia.

Quest'olio invece è di J. Everett e ritrae le Azzorre.


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