• Filippo Maria Battaglia

La Medusa degli italiani

Due chicche ripescate da "La Medusa degli italiani": sono "Solaio" di Enrico Pea nell'edizione del 1951 e "Morte del diplomatico" di Paolo Monelli, dell'anno dopo


Modenese di Fiorano, classe 1891, medaglia di bronzo al valor militare, Monelli è stato una delle grandi firme del secolo breve ed anche uno scrittore e memorialista fra i più noti e seguiti dal pubblico. La sua passione per il vino e il buon cibo ne fanno presto un fine gastronomo, il resto è affidato a una prosa dallo stile caustico e incisivo che rimarrà cristallizzata nella memorialistica e nei racconti. "Morte del diplomatico" li incrocia entrambi: narrazioni brevi, tutte clima, fatti e paesaggi, restituiti con l'attenzione del miniaturista.

Pea, invece, è stato anche un poeta ma il suo meglio è nelle prose. Nei due romanzi composti dopo la prima guerra, "Moscardino" e "Il volto santo", certo. Ma anche in questo "Solaio" che è un racconto della sua Versilia, pregno di odori, di sapori e delle confessioni di un medico di campagna. Una scrittura fine, che ha qualcosa insieme di classico e di antico, e che andrebbe stabilmente canonizzata nel nostro Novecento.




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