• Filippo Maria Battaglia

La lezione del critico giornaliero

Il 25 novembre del 1918 nasce Geno Pampaloni. È stato un grande critico, che ha sempre immaginato la recensione come un lavoro di servizio in favore di chi la legge.


Come ha notato Giuseppe Leonelli in quest’antologia, Pampaloni risale sempre dal libro all’uomo, cerca di parlare con lui, si sforza di capire che cosa l'ha portato verso quel volume, entra nella sua casa, s’affaccia sul suo mondo, prova a stabilire a chi assomigli, si fa “tutte le domande che un libro, qualsiasi libro, quale che sia il suo valore estetico, può ispirare”.


A vent’anni dalla sua morte, l'attualità della sua lezione sta in questo approccio, rimasto troppo spesso minoritario: “Una recensione – scrive Pampaloni – si valuta dalla scelta, dal florilegio, dal ‘prelievo’ delle citazioni, attraverso le quali il cronista dà conto della sua lettura: l'itinerario del discorso dello scrittore, la qualità stilistica, la libertà inventiva, la coerenza. E al tempo stesso mette il lettore nella condizione di giudicare egli stesso se l’interpretazione è convincente o arbitrariamente personale”.


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