• Filippo Maria Battaglia

L’Italia dell’otto settembre raccontata dai giornali

Sollievo, stordimento, rabbia e impreparazione. C’è anche questo nelle cronache sulla Sicilia dell’otto settembre del ‘43 pubblicate sui quotidiani e sui “fogli di battaglia” di quel periodo.


Il primo a raccontare l’armistizio firmato a Cassibile cinque giorni prima è “La Sicilia liberata”, nato il 6 agosto di quell’anno, quattordici giorni dopo la sospensione temporanea del “Giornale di Sicilia”. Durerà venti mesi e in quel periodo sarà, come tutte le altre testate, sotto il controllo del Governo alleato americano attraverso il “Psycologichal Warfare Branch”, l’organo che prepara il ritorno delle libertà di stampa nei territori occupati. 


Come gli altri numeri, quello dell’otto settembre di settantasette anni fa non è firmato. Palermo è descritta come una città dilaniata da “numerosi danni bellici, in cui ciascuno vuole nascondere i propri errori dietro il comodo paravento del palleggiamento delle responsabilità”. Da quasi cinque mesi la città è in emergenza idrica: “L’acqua potabile non fluisce più regolarmente”, le modifiche e le riparazioni promesse dopo il bombardamento dell’aprile di quell’anno sono ancora un miraggio. Il mercato nero non è mai stato così florido, “foraggiato da una schiatta di simil-imprenditori”, e i collegamenti con le borgate sono interrotti, con buona parte delle stazioni ferroviarie è inagibile o occupata.


Qualche giorno dopo, l’edizione romana del Giornale di Sicilia racconta “come i siciliani hanno appreso la notizia dell’armistizio”: “Li abbiamo veduti, questi siciliani nelle strade e nelle piazze di Roma, raccogliere la notizia della cessazione delle ostilità col nemico raccolti e dignitosi con gli occhi pieni di lacrime e il volto affilato da un senso di profonda amarezza”.

C’è molta retorica negli articoli di quella settimana di fine estate, d’accordo. Ma se contestualizzate, le cronache di quei giorni ci restituiscono un ritratto dell’isola credibile, anche se incompleto. E, oltre alle difficoltà contingenti, ne riportano alcune fratture sociali che si trascineranno per molti mesi senza trovare una composizione.





Questa foto è stata scattata proprio a Palermo nel settembre del 1943. Ritrae alcuni soldati inglesi mentre ascoltano un concerto in strada




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