• Filippo Maria Battaglia

La brutta fine della contessa de La Motte

Aggiornato il: ago 19

Il 15 agosto 1785, con l’arresto del cardinale Rohan, scoppia l’affaire du collier. I protagonisti principali sono tre: la regina Maria Antonietta, il cardinale di Rohan aappunto, e la contessa de La Motte.

Perno della triangolazione è un costosissimo collier, del valore di poco meno di due milioni di livres.

Dopo alcuni controversi episodi che gli hanno alienato le confidenze della regina, il cardinale è pronto a tutto pur di riacquistare fiducia e gratitudine a Corte.

Si imbatte così nella contessa de La Motte, che gli fa credere di essere tra le confidenti più intime della regina e di conoscerne il suo desiderio più forte: mettere le mani sul prezioso collier.

Il cardinale inizia a brigare: incontra i gioiellieri, si impegna, firma e consegna la collana alla contessa, che la disgrega in più parti e la vende.

Il raggiro viene fuori quasi subito: i creditori reclamano le somme e la regina scopre la truffa, chiedendo presto la testa del porporato.

Ma Rohan non si piega: decide di sottoporsi al giudizio del parlement parigino (ovvero il tribunale).

Dopo l’arresto, la reclusione e l’isolamento, ne esce scagionato ed estraneo ai fatti come, del resto, la regina.

Ma per la Corona è una clamorosa sconfitta. La regina, per quanto estranea alla vicenda, resta vittima della calunnia: lo scandalo è il pretesto ideale per aggravare le critiche sulle sfrenate abitudini di Corte.

“Lo scandalo - scriverà Goethe - intaccò le fondamenta dello Stato, annientò il rispetto verso la regina e in generale verso le classi elevate”.

E' il 31 maggio del 1786, la rivoluzione è ormai alle porte.

L’affaire è al centro di una cronaca minuziosa a firma di Benedetta Craveri, intitolata “Maria Antonietta e lo scandalo della collana”, scritta con la leggerezza narrativa dei celebri delitti di Alexandre Dumas e con la suspense di una spy story.


P.S. Come potete intuire, la contessa de La Motte non fece una bella fine.


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