• Filippo Maria Battaglia

“Guardare la realtà significa mettere alla prova i nostri sogni”

"Come facciamo a riconoscere con uno sguardo se lì, davanti a noi, c’è un libro o un gatto?".

Nella nuova puntata del podcast "Tra le righe", uno dei più noti fisici italiani, Carlo Rovelli, è partito da questa domanda per raccontare l’importanza della ricerca e della scienza.


La risposta più istintiva - mi ha detto Rovelli - sarebbe che i segnali partono dai nostri occhi e arrivano al nostro cervello.

La più istintiva certo, ma non la più corretta: "I neuroscienziati hanno scoperto che il cervello, sulla base di quanto è successo prima e di quanto sa, elabora un’immagine di cosa prevede che gli occhi debbano vedere. Quest'informazione è inviata dal cervello verso gli occhi e solo se viene rilevata una discrepanza i circuiti neurali mandano segnali".


"Dagli occhi verso il cervello - mi ha spiegato il fisico - non viaggia dunque l’immagine dell’ambiente osservato, ma esclusivamente la notizia di eventuali difformità rispetto a quanto il cervello si attende".


Il nostro modo di vedere il mondo diventa così la metafora perfetta per descrivere anche il nostro tentativo di conoscerlo: "Tutto il nostro sapere funziona così: abbiamo teorie che ci predicono il mondo, facciamo esperimenti per vedere dove per caso non funzionano e, quando troviamo una discrepanza, ecco che torniamo indietro e riaggiorniamo il nostro modo di pensare".


Oltre che sul sito di Sky TG24, la puntata si può ascoltare qui. Fatemi sapere cosa ne pensate!




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