Libri, innanzitutto.

Da una vecchia città termale di origine romana (Bath) fino al Cairo e a Istanbul: è questo il viaggio in cui ci accompagnano Alessandro Martini e Maurizio Francesconi nell'ultima puntata di "Tra le righe", il podcast di Sky TG24 dedicato ai libri.


Nel nuovo episodio, Martini e Francesconi raccontano la nascita del turismo tra Otto e Novecento, portandoci alle origini di un fenomeno (e di una moda) sociale destinato a lasciare tracce consistenti anche nella pittura, nell'architettura e nella letteratura.


Come sempre, la puntata è disponibile su tutte le principali piattaforme. Buon ascolto (e, ovviamente, fatemi sapere cosa ne pensate!)


Qui i link per ascoltare la puntata.

Buon ascolto (e naturalmente, come sempre, fatemi sapere cosa ne pensate!)




Quattro aggettivi per sfatare altrettanti sterotipi nati attorno al museo e al suo ruolo nella nostra società.


Da qui parte la nuova puntata di "Tra le righe", il podcast di Sky TG24 che racconta storie di vita e di scrittura.

L'ospite del nuovo episodio è il direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco, da poco tornato in libreria con "Le memorie del futuro" (Einaudi). È un saggio scritto insieme alla presidente dell'Egizio Evelina Christillin, che alterna un’analisi puntuale a numerosi aneddoti storici, interrogandosi sulle potenzialità e sulle prospettive di un settore guardato con rispetto, certo, ma anche con troppa diffidenza.

Qui tutti i link per ascoltare la puntata: fatemi sapere cosa ne pensate!




"Come facciamo a riconoscere con uno sguardo se lì, davanti a noi, c’è un libro o un gatto?".

Nella nuova puntata del podcast "Tra le righe", uno dei più noti fisici italiani, Carlo Rovelli, è partito da questa domanda per raccontare l’importanza della ricerca e della scienza.


La risposta più istintiva - mi ha detto Rovelli - sarebbe che i segnali partono dai nostri occhi e arrivano al nostro cervello.

La più istintiva certo, ma non la più corretta: "I neuroscienziati hanno scoperto che il cervello, sulla base di quanto è successo prima e di quanto sa, elabora un’immagine di cosa prevede che gli occhi debbano vedere. Quest'informazione è inviata dal cervello verso gli occhi e solo se viene rilevata una discrepanza i circuiti neurali mandano segnali".


"Dagli occhi verso il cervello - mi ha spiegato il fisico - non viaggia dunque l’immagine dell’ambiente osservato, ma esclusivamente la notizia di eventuali difformità rispetto a quanto il cervello si attende".


Il nostro modo di vedere il mondo diventa così la metafora perfetta per descrivere anche il nostro tentativo di conoscerlo: "Tutto il nostro sapere funziona così: abbiamo teorie che ci predicono il mondo, facciamo esperimenti per vedere dove per caso non funzionano e, quando troviamo una discrepanza, ecco che torniamo indietro e riaggiorniamo il nostro modo di pensare".


Oltre che sul sito di Sky TG24, la puntata si può ascoltare qui. Fatemi sapere cosa ne pensate!